Questo sito usa i cookie di terze parti per migliorare i servizi e analizzare il traffico.
Le informazioni sulla tua navigazione sono condivise con queste terze parti. Se prosegui la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie.

Beni confiscati alla mafia

Falcone e Borsellino

 

I beni confiscati alla criminalità organizzata, rappresentano un patrimonio di enorme valore non solo per l'oggettivo prestigio patrimoniale di tali immobili, ma soprattutto per il loro grande significato simbolico: sono, infatti, il segno tangibile dell'azione dello stato contro le mafie.
 
La legge n. 575/1965 s.m.i. e il D.lgs 159 del 6 settembre 2011 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché delle nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136) individua i Comuni quali destinatari di diversi beni immobili confiscati alla criminalità organizzata, da utilizzare per fini istituzionali o sociali.
 
Ai sensi dell'art. 48 comma 3 lett. c del nuovo Codice, gli Enti Territoriali sono tenuti a predisporre apposito elenco da pubblicare e aggiornare periodicamente. L'Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni confiscati, si è posta quale obiettivo prioritario il pieno utilizzo dei beni in questione sia perché l'aggressione ai patrimoni mafiosi si è dimostrata uno degli strumenti più efficaci per la disarticolazione delle aggregazioni criminali sia perché il valore simbolico della restituzione alla collettività dei beni illecitamente sottratti assume una particolare rilevanza sociale.

 
Powered by Simple
f t g m
Copyright 2017 "Consorzio Agrigentino per la Legalità e lo Sviluppo" - Powered by Tommaso Siracusa